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	<title>Commenti a: La fine è vicina, emigriamo</title>
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	<description>gruppo di lavoro per la costituzione del distretto di economia solidale della provincia di Verona</description>
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		<title>Di: totò</title>
		<link>http://www.selese.org/?p=1881&#038;cpage=1#comment-10657</link>
		<dc:creator>totò</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 13:40:54 +0000</pubDate>
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		<description>Mi piace sempre fare dei conti anche se inevitabilmente approssimativi, ammettiamo che invece delle 5 ore al dì diventino 24 perchè abbiamo messo i pannelli nello spazio, l&#039;energia ricavabile da un attuale pannello rimane 140 W/mq per cui avrei a disposizione 5 volte l&#039;energia a terra. Anche in questo caso siamo molto lontani da quello che ci serve, avremmo bisogno di pannelli con rendimenti molto superiori, ma non ne ho mai sentito parlare. E comunque anche se fossimo in grado di produrre pannelli così eccezzzzionali con un Kmq di pannelli al rendimento del 100% 24 ore su 24 arriveremmo alla potenza oraria di 1400 GW, una potenza notevole certo ma lontana da quello che bruciamo adesso sulla terra, 100% di rendimento poi è inesistente, in più piazzare 1 Kmq di &quot;roba&quot; a qualche chilometro da terra e tenere il tutto in funzionamento e con quali rischi e costi?

Ma quello che mi preoccupa di più dell&#039;articolo su ecoage sono due frasi:
&quot;...il progetto SBSP sta letteralmente calamitando l&#039;attenzione degli uffici militari statunitensi.&quot; ... &quot; E&#039; difficile credere che questo interesse sia soltanto per amore della scienza.&quot; Io ci aggiungo: è difficile credere che questo interesse degli apparati militari sia soltanto per amore dell&#039;umanità.
Rimango dubbioso e adesso in aggiunta anche preoccupato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace sempre fare dei conti anche se inevitabilmente approssimativi, ammettiamo che invece delle 5 ore al dì diventino 24 perchè abbiamo messo i pannelli nello spazio, l&#8217;energia ricavabile da un attuale pannello rimane 140 W/mq per cui avrei a disposizione 5 volte l&#8217;energia a terra. Anche in questo caso siamo molto lontani da quello che ci serve, avremmo bisogno di pannelli con rendimenti molto superiori, ma non ne ho mai sentito parlare. E comunque anche se fossimo in grado di produrre pannelli così eccezzzzionali con un Kmq di pannelli al rendimento del 100% 24 ore su 24 arriveremmo alla potenza oraria di 1400 GW, una potenza notevole certo ma lontana da quello che bruciamo adesso sulla terra, 100% di rendimento poi è inesistente, in più piazzare 1 Kmq di &#8220;roba&#8221; a qualche chilometro da terra e tenere il tutto in funzionamento e con quali rischi e costi?</p>
<p>Ma quello che mi preoccupa di più dell&#8217;articolo su ecoage sono due frasi:<br />
&#8220;&#8230;il progetto SBSP sta letteralmente calamitando l&#8217;attenzione degli uffici militari statunitensi.&#8221; &#8230; &#8221; E&#8217; difficile credere che questo interesse sia soltanto per amore della scienza.&#8221; Io ci aggiungo: è difficile credere che questo interesse degli apparati militari sia soltanto per amore dell&#8217;umanità.<br />
Rimango dubbioso e adesso in aggiunta anche preoccupato.</p>
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	<item>
		<title>Di: valerio</title>
		<link>http://www.selese.org/?p=1881&#038;cpage=1#comment-10646</link>
		<dc:creator>valerio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 16:11:15 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.ecoage.it/energia-solare-dallo-spazio.htm ci sono tante cose che non si sanno e tante cose che si sono dimenticate, come ad esempio che il denaro lo abbiamo inventato noi.
non c&#039;è bisogno di fantascienza, c&#039;è solo bisogno di consapevolezza e crescita civile sociale tecnologica culturale etc.
vivo in un costante stato di disgusto per il mio tempo così borioso e così primitivo allo stesso tempo

in ogni caso confido nel dono dell&#039;intelligenza e nel divenire e quindi sono ottimista anche se dovessero volerci migliaia di anni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ecoage.it/energia-solare-dallo-spazio.htm" rel="nofollow">http://www.ecoage.it/energia-solare-dallo-spazio.htm</a> ci sono tante cose che non si sanno e tante cose che si sono dimenticate, come ad esempio che il denaro lo abbiamo inventato noi.<br />
non c&#8217;è bisogno di fantascienza, c&#8217;è solo bisogno di consapevolezza e crescita civile sociale tecnologica culturale etc.<br />
vivo in un costante stato di disgusto per il mio tempo così borioso e così primitivo allo stesso tempo</p>
<p>in ogni caso confido nel dono dell&#8217;intelligenza e nel divenire e quindi sono ottimista anche se dovessero volerci migliaia di anni</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: totò</title>
		<link>http://www.selese.org/?p=1881&#038;cpage=1#comment-10638</link>
		<dc:creator>totò</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Aug 2010 06:50:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.selese.org/?p=1881#comment-10638</guid>
		<description>mi sono tolto lo sfizio di fare quattro conti sull&#039;energia che si potrebbe produrre in Italia con il fotovoltaico se fossimo in grado di costruire e avere materie prime a sufficienza, cosa che per ora non esiste e non so se sarà mai possibile.
Superficie dell&#039;Italia 301.277 Kmq 
ad essere ottimisti di questa tolte le montagne e le aree coltivate ne rimarrà la metà 150.639 Kmq
calcolando una esposizione media al sole efficace di 5 ore su 24 l&#039;equivalente in superficie diventa 31.383 Kmq
moltiplicato per i 140 W/mq che sono in grado di produrre con un pannello avremmo una potenza di 4,39 GW quando in Italia abbiamo picchi di consumo oltre i 55 GW.
Ammesso e non concesso che si possa fare di meglio è difficile credere di arrivare a produrre più di 10 volte tanto, senza contare l&#039;energia necessaria per produrre i pannelli che non è poca.
Senza contare che avremmo un paese per metà coperto di pannelli.
I numeri di commentano da se, io non sono ottimista e non credo nella fantascienza!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi sono tolto lo sfizio di fare quattro conti sull&#8217;energia che si potrebbe produrre in Italia con il fotovoltaico se fossimo in grado di costruire e avere materie prime a sufficienza, cosa che per ora non esiste e non so se sarà mai possibile.<br />
Superficie dell&#8217;Italia 301.277 Kmq<br />
ad essere ottimisti di questa tolte le montagne e le aree coltivate ne rimarrà la metà 150.639 Kmq<br />
calcolando una esposizione media al sole efficace di 5 ore su 24 l&#8217;equivalente in superficie diventa 31.383 Kmq<br />
moltiplicato per i 140 W/mq che sono in grado di produrre con un pannello avremmo una potenza di 4,39 GW quando in Italia abbiamo picchi di consumo oltre i 55 GW.<br />
Ammesso e non concesso che si possa fare di meglio è difficile credere di arrivare a produrre più di 10 volte tanto, senza contare l&#8217;energia necessaria per produrre i pannelli che non è poca.<br />
Senza contare che avremmo un paese per metà coperto di pannelli.<br />
I numeri di commentano da se, io non sono ottimista e non credo nella fantascienza!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Michele Bottari</title>
		<link>http://www.selese.org/?p=1881&#038;cpage=1#comment-10636</link>
		<dc:creator>Michele Bottari</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 08:41:27 +0000</pubDate>
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		<description>Per Efrem:
OK, vai a caccia per sfamare i tuoi bambini. È uno scontro quasi alla pari: tu da solo con il tuo fucile, il daino da solo senza fucile (vabbé, dai, non sottilizziamo).

Il problema è che, come umanità nel complesso, non abbiamo più il fucilino, ma la bomba atomica, letteralmente, ma non solo.

In pochi giorni siamo in grado di disboscare migliaia di ettari di foresta pluviale, cementificare aree immense, distruggere interi ecosistemi, con tutti gli animali e piante che ci sono dentro.

È proprio questo che diceva Hawking: l&#039;umanità è in grado di cambiare stabilmente il corso della natura, ma l&#039;aggressività è rimasta la stessa di quando, cavrnicolo, lottava ad armi (veramente) pari con gli animali che cacciava.

Questa forza distruttiva, a differenza degli ordigni nucleari, è &lt;b&gt;usata quotidianamente&lt;/b&gt;. Alcuni distruttori lo fanno per procurarsi il pane quotidiano, altri solo per avidità. Il risultato non cambia.

La tua fiducia nel genere umano, Efrem, è imbarazzante: non si capisce in base a quali ragionamenti l&#039;uomo rovescerà &lt;b&gt;una storia fatta di sistematici danni alla natura,&lt;/b&gt; per ttenere dei vantaggi talvolta rilevanti (vedi la medicina), ma mai proporzionali al loro tremendo costo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Efrem:<br />
OK, vai a caccia per sfamare i tuoi bambini. È uno scontro quasi alla pari: tu da solo con il tuo fucile, il daino da solo senza fucile (vabbé, dai, non sottilizziamo).</p>
<p>Il problema è che, come umanità nel complesso, non abbiamo più il fucilino, ma la bomba atomica, letteralmente, ma non solo.</p>
<p>In pochi giorni siamo in grado di disboscare migliaia di ettari di foresta pluviale, cementificare aree immense, distruggere interi ecosistemi, con tutti gli animali e piante che ci sono dentro.</p>
<p>È proprio questo che diceva Hawking: l&#8217;umanità è in grado di cambiare stabilmente il corso della natura, ma l&#8217;aggressività è rimasta la stessa di quando, cavrnicolo, lottava ad armi (veramente) pari con gli animali che cacciava.</p>
<p>Questa forza distruttiva, a differenza degli ordigni nucleari, è <b>usata quotidianamente</b>. Alcuni distruttori lo fanno per procurarsi il pane quotidiano, altri solo per avidità. Il risultato non cambia.</p>
<p>La tua fiducia nel genere umano, Efrem, è imbarazzante: non si capisce in base a quali ragionamenti l&#8217;uomo rovescerà <b>una storia fatta di sistematici danni alla natura,</b> per ttenere dei vantaggi talvolta rilevanti (vedi la medicina), ma mai proporzionali al loro tremendo costo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Michele Bottari</title>
		<link>http://www.selese.org/?p=1881&#038;cpage=1#comment-10635</link>
		<dc:creator>Michele Bottari</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 07:51:48 +0000</pubDate>
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		<description>Dal primo video:
Domanda - &lt;em&gt;abbiamo abbastanza risorse per vivere nell&#039;abbondanza e rendere ciò che abbiamo oggi disponibile a costo zero così da non richiederci di lavorare sotto salario?&lt;/em&gt;
Risposta - &lt;em&gt;sì, ne abbiamo!&lt;/em&gt;

Grazie, allora io mi fido, eh? (parte sgommando sul suo SUV)

Caro Valerio: il mondo sta recitando un altro copione da quello del Venus project. L&#039;estrazione del petrolio è ferma da quattro anni sugli 86 milioni di barili di petrolio al giorno (Efrem, riesci a contarli?), e occorre andarselo a prendere a migliaia di metri sotto il livello del mare, così basta che salti un bullone per provocare i disastri di questi giorni.

L&#039;acqua dolce scarseggia in ogni dove, aumentano i deserti, e occorre scavare sempre più in profondità per trovarne di decente, consumando ovviamente petrolio. I ghiacciai si sciolgono.

Le materie prime (quelle che servono a fare abbondanza) sono ormai quasi tutte oltre il picco di estrazione: ce ne saranno sempre di meno e sempre per meno persone.

Il clima è impazzito e non più controllabile: migliaia di morti e feriti, milioni di sfollati e senza tetto ormai ogni tempesta che viene giù.

Tutto questo perché siamo stati così farlocchi da &lt;b&gt;credere nell&#039;abbondanza&lt;/b&gt;. Ma gli uomini devono tornare in armonia con quello che li circonda, e per far questo devono cancellare la parola abbondanza e scoprire la parola &lt;em&gt;sufficienza&lt;/em&gt;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dal primo video:<br />
Domanda &#8211; <em>abbiamo abbastanza risorse per vivere nell&#8217;abbondanza e rendere ciò che abbiamo oggi disponibile a costo zero così da non richiederci di lavorare sotto salario?</em><br />
Risposta &#8211; <em>sì, ne abbiamo!</em></p>
<p>Grazie, allora io mi fido, eh? (parte sgommando sul suo SUV)</p>
<p>Caro Valerio: il mondo sta recitando un altro copione da quello del Venus project. L&#8217;estrazione del petrolio è ferma da quattro anni sugli 86 milioni di barili di petrolio al giorno (Efrem, riesci a contarli?), e occorre andarselo a prendere a migliaia di metri sotto il livello del mare, così basta che salti un bullone per provocare i disastri di questi giorni.</p>
<p>L&#8217;acqua dolce scarseggia in ogni dove, aumentano i deserti, e occorre scavare sempre più in profondità per trovarne di decente, consumando ovviamente petrolio. I ghiacciai si sciolgono.</p>
<p>Le materie prime (quelle che servono a fare abbondanza) sono ormai quasi tutte oltre il picco di estrazione: ce ne saranno sempre di meno e sempre per meno persone.</p>
<p>Il clima è impazzito e non più controllabile: migliaia di morti e feriti, milioni di sfollati e senza tetto ormai ogni tempesta che viene giù.</p>
<p>Tutto questo perché siamo stati così farlocchi da <b>credere nell&#8217;abbondanza</b>. Ma gli uomini devono tornare in armonia con quello che li circonda, e per far questo devono cancellare la parola abbondanza e scoprire la parola <em>sufficienza</em>.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: valerio</title>
		<link>http://www.selese.org/?p=1881&#038;cpage=1#comment-10628</link>
		<dc:creator>valerio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 22:19:08 +0000</pubDate>
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		<description>volevo condividere questi filmati
http://www.youtube.com/watch?v=2SqZ88AIu64
http://www.youtube.com/watch?v=HdJimmk7wOA&amp;NR=1</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>volevo condividere questi filmati<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=2SqZ88AIu64" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=2SqZ88AIu64</a><br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=HdJimmk7wOA&#038;NR=1" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=HdJimmk7wOA&#038;NR=1</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: totò</title>
		<link>http://www.selese.org/?p=1881&#038;cpage=1#comment-10625</link>
		<dc:creator>totò</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 20:29:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.selese.org/?p=1881#comment-10625</guid>
		<description>caro Efrem difendere il capitalismo su questo sito dove l&#039;impegno del gruppo fondatore parte proprio dalla considerazione che il capitalismo è un male a cui è necessario trovare nuove alternative economiche e sociali in grado di dare speranze alle future generazioni, era proprio andare a cercarsela, speriamo almeno il confronto sia utile.
Cosa è che ti fa pensare che non ci sia correlazione fra il nostro consumismo (che benessere non è) e la dilagante povertà del terzo mondo? E&#039; singolare questo fatto, molti anni fa questo movimento è nato proprio da questa presa di coscienza, che è il nostro stile di vita a condannare alla miseria abitanti di altre parti del mondo e adesso dopo tanti anni ritrovarmi una persona che nega questa evidenza mi sembra di sognare.
Sul tema della felicità mi limito alla mia esperienza personale e di tanti altri che hanno simili ricordi, ho 54 anni e la mia infanzia è stata molto semplice, non c&#039;era la televisione e nemmeno la lavatrice o il frigorifero, non parliamo della lavastoviglie, i computer poi era ben al di la da venire, le strade erano sgombre perchè c&#039;erano pochissime automobili, noi bambini si giocava in strada, le grida gioiose dei bambini che giocavano erano i suoni più forti che si sentivano assieme a stormi di rondini che si rincorrevano fra le case. Ora i bambini hanno di tutto di più ma non hanno più quella gioia, quella vitalità, non so se te ne sei mai accorto. Le rondini non si sentono quasi più.
Un&#039;altro ricordo, gli operai che passavano per le strade in bicicletta andando o tornando dal lavoro spesso fischiettavano, la gente nei quartieri si conosceva e si salutava e si parlava quando ci si incontrava, i sorrisi era abbastanza diffusi.
Se facciamo un confronto allora eravamo poveri e adesso siamo ricchi ma il ben vivere lo abbiamo scambiato con il benessere che in realtà è benavere e ci abbiamo rimesso.
Non sosteniamo di rinunciare a tutto fino alla miseria e alla fame, c&#039;è una bella differenza, cerchiamo semplicemente di trovare un miglior equilibrio che permetta a noi e a quelli dopo di noi di avere il necessario per vivere dignitosamente e di essere un po più  felici di quanto possiamo esserlo adesso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Efrem difendere il capitalismo su questo sito dove l&#8217;impegno del gruppo fondatore parte proprio dalla considerazione che il capitalismo è un male a cui è necessario trovare nuove alternative economiche e sociali in grado di dare speranze alle future generazioni, era proprio andare a cercarsela, speriamo almeno il confronto sia utile.<br />
Cosa è che ti fa pensare che non ci sia correlazione fra il nostro consumismo (che benessere non è) e la dilagante povertà del terzo mondo? E&#8217; singolare questo fatto, molti anni fa questo movimento è nato proprio da questa presa di coscienza, che è il nostro stile di vita a condannare alla miseria abitanti di altre parti del mondo e adesso dopo tanti anni ritrovarmi una persona che nega questa evidenza mi sembra di sognare.<br />
Sul tema della felicità mi limito alla mia esperienza personale e di tanti altri che hanno simili ricordi, ho 54 anni e la mia infanzia è stata molto semplice, non c&#8217;era la televisione e nemmeno la lavatrice o il frigorifero, non parliamo della lavastoviglie, i computer poi era ben al di la da venire, le strade erano sgombre perchè c&#8217;erano pochissime automobili, noi bambini si giocava in strada, le grida gioiose dei bambini che giocavano erano i suoni più forti che si sentivano assieme a stormi di rondini che si rincorrevano fra le case. Ora i bambini hanno di tutto di più ma non hanno più quella gioia, quella vitalità, non so se te ne sei mai accorto. Le rondini non si sentono quasi più.<br />
Un&#8217;altro ricordo, gli operai che passavano per le strade in bicicletta andando o tornando dal lavoro spesso fischiettavano, la gente nei quartieri si conosceva e si salutava e si parlava quando ci si incontrava, i sorrisi era abbastanza diffusi.<br />
Se facciamo un confronto allora eravamo poveri e adesso siamo ricchi ma il ben vivere lo abbiamo scambiato con il benessere che in realtà è benavere e ci abbiamo rimesso.<br />
Non sosteniamo di rinunciare a tutto fino alla miseria e alla fame, c&#8217;è una bella differenza, cerchiamo semplicemente di trovare un miglior equilibrio che permetta a noi e a quelli dopo di noi di avere il necessario per vivere dignitosamente e di essere un po più  felici di quanto possiamo esserlo adesso.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Efrem</title>
		<link>http://www.selese.org/?p=1881&#038;cpage=1#comment-10623</link>
		<dc:creator>Efrem</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 16:06:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.selese.org/?p=1881#comment-10623</guid>
		<description>Hey, non vale, sono accerchiato. Vabbuò, comunque me la sono cercata.
Per Totò: non credo che il mio benessere nuoca agli abitanti del terzo mondo: è vero, sfruttiamo parte delle loro risorse, ma in questo momento non saprebbero che farsene, e nel frattempo insegniamo loro come utilizzarle.
No, non sono circondato (mascolo sono) da persone felici, ma non credo che nemmeno mio nonno, negli anni trenta, quando si spaccava la schiena sui campi lo fosse e ne fosse circondato. Il denaro non compra la felicità, ma la miseria è peggio.
Per Michele: ho letto le vostre &quot;carte&quot;, non sono male, ma credo che non vi farebbe male scendere dalle nuvole del vostro idealismo e affrontare la realtà. Io rispetto la natura e gli animali, ma se i miei figli urlano dalla fame, non mi faccio riguardo a uscire col fucile per andare a caccia. È sempre stato così e così sempre sarà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hey, non vale, sono accerchiato. Vabbuò, comunque me la sono cercata.<br />
Per Totò: non credo che il mio benessere nuoca agli abitanti del terzo mondo: è vero, sfruttiamo parte delle loro risorse, ma in questo momento non saprebbero che farsene, e nel frattempo insegniamo loro come utilizzarle.<br />
No, non sono circondato (mascolo sono) da persone felici, ma non credo che nemmeno mio nonno, negli anni trenta, quando si spaccava la schiena sui campi lo fosse e ne fosse circondato. Il denaro non compra la felicità, ma la miseria è peggio.<br />
Per Michele: ho letto le vostre &#8220;carte&#8221;, non sono male, ma credo che non vi farebbe male scendere dalle nuvole del vostro idealismo e affrontare la realtà. Io rispetto la natura e gli animali, ma se i miei figli urlano dalla fame, non mi faccio riguardo a uscire col fucile per andare a caccia. È sempre stato così e così sempre sarà.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: totò</title>
		<link>http://www.selese.org/?p=1881&#038;cpage=1#comment-10621</link>
		<dc:creator>totò</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 11:42:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.selese.org/?p=1881#comment-10621</guid>
		<description>dimenticavo circa una proposta al posto del &quot;perfido&quot; capitalismo:
questo sito esiste proprio perché c&#039;è un gruppo di persone che si interroga e cerca soluzioni ai problemi che il capitalismo sta creando all&#039;umanità ma non solo, al pianeta intero (vedi i documenti http://www.selese.org/le-carte).
Non pretendiamo di avere in tasca la soluzione perfetta, di certo quello che proponiamo è prima di tutto un cambiamento culturale che riporti l&#039;economia al servizio della Vita e non il contrario come accade ora, è prima di tutto una questione Etica.
Per quanto riguarda la messa in pratica delle nostre aspirazioni esistono già delle realtà che agiscono con questi criteri, vedi per esempio la rete di GAS e di produttori biologici che si stanno organizzando per favorire una economia organizzata dal basso con criteri che sono condivisi, solidali e sostenibili.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dimenticavo circa una proposta al posto del &#8220;perfido&#8221; capitalismo:<br />
questo sito esiste proprio perché c&#8217;è un gruppo di persone che si interroga e cerca soluzioni ai problemi che il capitalismo sta creando all&#8217;umanità ma non solo, al pianeta intero (vedi i documenti <a href="http://www.selese.org/le-carte" rel="nofollow">http://www.selese.org/le-carte</a>).<br />
Non pretendiamo di avere in tasca la soluzione perfetta, di certo quello che proponiamo è prima di tutto un cambiamento culturale che riporti l&#8217;economia al servizio della Vita e non il contrario come accade ora, è prima di tutto una questione Etica.<br />
Per quanto riguarda la messa in pratica delle nostre aspirazioni esistono già delle realtà che agiscono con questi criteri, vedi per esempio la rete di GAS e di produttori biologici che si stanno organizzando per favorire una economia organizzata dal basso con criteri che sono condivisi, solidali e sostenibili.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Michele Bottari</title>
		<link>http://www.selese.org/?p=1881&#038;cpage=1#comment-10620</link>
		<dc:creator>Michele Bottari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 07:17:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.selese.org/?p=1881#comment-10620</guid>
		<description>Devo dire che lo scenario evoluzionistico che rappresenta Efrem sul destino tecnologico del mondo non è tra i peggiori possibili: non so perché, ma piuttosto che vedere le terre emerse tappezzate di centrali nucleari (di IV generazione?), mi è più congeniale l&#039;immagine di terre e acque ricoperte da pannelli solari (saranno di IV generazione anche questi?).

Tuttavia questa impostazione tecno-ottimistica ha secondo me due vizi di fondo: prima di tutto presuppone che la specie umana sia l&#039;unica ad avere diritto di abitare questo pianeta, sovrappopolandolo e riempendolo per questo scopo di macchine per procurarsi acqua ed energia, passando sopra alle naturali esigenze di faggi, orchidee, api, lupi della steppa e capodogli, tanto per fare qualche esempio di popolazione espropriata. Io non credo che &lt;strong&gt;questo assunto sia né vero né tantomeno giusto&lt;/strong&gt;. 

Secondo, ho come l&#039;impressione che di faggi, orchidee, api, lupi della steppa, capodogli e di tutte le altre specie viventi &lt;strong&gt;abbiamo bisogno per la nostra stessa sopravvivenza&lt;/strong&gt;. Togliere loro luce e acqua, alterando un equilibrio raggiunto in miliardi di anni, non sembra un&#039;operazione saggia.

Forse la distanza che c&#039;è tra noi è tutta lì. Noi abbiamo, come dice &lt;a HREF=&quot;http://www.selese.org/wp-content/uploads/2007/11/selese_statuto_rev_4.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;il nostro (ex) statuto&lt;/a&gt;, &lt;em&gt;&quot;una visione cosmocentrica, dove l&#039;uomo è parte e non padrone della natura, e può sopravvivere solo in armonia con le specie, nel rispetto dei ritmi naturali;&quot;&lt;/em&gt; (Articolo 3 - Scopi).

Senza rispetto non c&#039;è convivenza. Si può tirare a campare, per un periodo più o meno lungo, ma si è destinati a soccombere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Devo dire che lo scenario evoluzionistico che rappresenta Efrem sul destino tecnologico del mondo non è tra i peggiori possibili: non so perché, ma piuttosto che vedere le terre emerse tappezzate di centrali nucleari (di IV generazione?), mi è più congeniale l&#8217;immagine di terre e acque ricoperte da pannelli solari (saranno di IV generazione anche questi?).</p>
<p>Tuttavia questa impostazione tecno-ottimistica ha secondo me due vizi di fondo: prima di tutto presuppone che la specie umana sia l&#8217;unica ad avere diritto di abitare questo pianeta, sovrappopolandolo e riempendolo per questo scopo di macchine per procurarsi acqua ed energia, passando sopra alle naturali esigenze di faggi, orchidee, api, lupi della steppa e capodogli, tanto per fare qualche esempio di popolazione espropriata. Io non credo che <strong>questo assunto sia né vero né tantomeno giusto</strong>. </p>
<p>Secondo, ho come l&#8217;impressione che di faggi, orchidee, api, lupi della steppa, capodogli e di tutte le altre specie viventi <strong>abbiamo bisogno per la nostra stessa sopravvivenza</strong>. Togliere loro luce e acqua, alterando un equilibrio raggiunto in miliardi di anni, non sembra un&#8217;operazione saggia.</p>
<p>Forse la distanza che c&#8217;è tra noi è tutta lì. Noi abbiamo, come dice <a HREF="http://www.selese.org/wp-content/uploads/2007/11/selese_statuto_rev_4.pdf" target="_blank" rel="nofollow">il nostro (ex) statuto</a>, <em>&#8220;una visione cosmocentrica, dove l&#8217;uomo è parte e non padrone della natura, e può sopravvivere solo in armonia con le specie, nel rispetto dei ritmi naturali;&#8221;</em> (Articolo 3 &#8211; Scopi).</p>
<p>Senza rispetto non c&#8217;è convivenza. Si può tirare a campare, per un periodo più o meno lungo, ma si è destinati a soccombere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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