04 Dic

 Ammazziamo le Api con il Contributo Comunitario…

Il rischio estinzione delle api è direttamente collegato all’inquinamento ambientale, soprattutto per il pesante uso di pesticidi in agricoltura, là dove le api svolgono il loro prezioso lavoro. Nuove forme di schiavitù dell’era moderna, dell’economia a crescita illimitata, costringono i contadini a sterminare le api in nome del profitto, vediamo come.

I Programmi Europei prevedono dal 1992 (e dal 2000 sotto forma obbligatoria) i Pagamenti Agroambientali a copertura delle minori produzioni e maggiori costi dell’agricoltura biologica. Sono già stati stanziati oltre 50.000 milioni di €, che saranno spesi tra il 2007 e il 2013, che certamente sarranno destinati ad aumentere con il travaso di fondi dal sostegno al reddito degli agricoltori (PAC) all’Agroambiente (acquisto di servizi benfici per la collettività), nei prossimi anni. Per quanto riguarda quelli spesi dal 2000 al 2006, siamo già oltre i 15.000 milioni di €.

Le direttive europee sono abbastanza elastiche ma chiare, purtroppo, le Regioni italiane, invece di dare adeguati Pagamenti agli agricoltori Biologici, hanno concesso loro delle “elemosine”, ovvero appena 200 €/ha, ad esempio per i cereali, o meno, rispetto ai massimali previsti dall’UE di 600 €/ha per le coltivazioni erbacee e 900€/ha per quelle arboree. Tali Pagamenti consentirebbero a tutti gli agricoltori di produrre in modo Biologico, e alla collettività di risparmiare le cifre spaventose spese per curarsi dai danni dei pesticidi e diserbanti, notoriamente cancerogeni.
Gli Agricoltori Biologici oggi hanno attuato ricorsi sui cosiddetti Piani regionali di Sviluppo Rurale delle Regioni Umbria, Marche, Campania e Toscana, al fine di ottenere i giusti pagamenti agroambientali, che consentirebbero una riconversione globale dell’agricoltura intensiva, ovvero quella che impega pesticidi in quantità… (riconversione individuata come obiettivo prioritario della Politica Agricola Europea per ridurre i pesticidi) e non solo di quella marginale (in montagna non si usano certo pesticidi in quantità).
Gli agricoltori convenzionali oggi sono schiavi dei Venditori di Pesticidi, che spesso coincidono col mercato, in quanto ritirano anche il grano e ti minacciano se non usi i loro pesticidi, di non ritirare il raccolto. In questo senso, gli agricoltori così frammentati e ricattati non hanno nessuna Sovranità sul sistema produttivo; oggi l’agricoltore che si vuole confrontare con il mercato globalizzato non è più padrone delle proprie scelte aziendali.

Mentre lo zolfo e il rame vengono abbandonati, nonostante siano innocui ed efficaci nella cura delle malattie, come dimostrano migliaia di agricoltori Biologici che rappresentano il 10% dell’Agricoltura Italiana, nonostante un Intervento della Corte dei Conti UE, le Regioni sperperano ancora i fondi agroambientali per finte riduzioni dei Pesticidi. Ciò che non viene dato agli agricoltori biologici va a confluire in un sistema chiamato “Agricoltura Integrata”, dove in realtà nei disciplinari sono consentiti Pesticidi Chimci assolutamente inutili e comunque cancerogeni, compresi anche i “concianti e geodisinfestanti”. Tutte sostanze che ammazzano le api… Penoso pensare che ciò accada con dei Contributi Comunitari destinati a ridurre l’uso dei pesticidi e “salvaguardare le api”…

Tratto da “Ammazziamo le Api con il Contributo Comunitario… Commento a “Il Piatto è servito”, di Piero Riccardi - Report Rai 3 di Giuseppe Altieri.” A cura di Andrea Tronchin

 

 

 

 

 

 

2 Responses to “Con i nostri soldi si uccidono le api”

  1. 1
    totò Says:

    e non solo le api….
    quanti dei nostri soldi finiscono nelle mani di chi finanzia la vendida di armi, di chi con le attuali politiche commerciali toglie la possibilità di sfamare i prorpi figli a tanti abitanti di altri paesi di questo mondo?
    E’ una vergogna e una responsabilità che ricade su tutti noi se non ci impegnamo in prima persona a cambiare stile di vita, se non impariamo a recuperare la capacità di sentirci ogni uno di noi responsabile di quello che accade. Perchè è proprio sul sottile e perverso senso di non responsabilità di tutti, di fronte a problemi apparentemente sempre più lontani dalle nostre scelte quotidiane, che le grandi organizzazioni fondano il proprio potere malefico immenso.

  2. 2
    lusi Says:

    E’vero che è responsabilità di tutti caro Toto’ma,secondo me,la più pesante è che tutti, noi così detti impegnati ,continuiamo a discutere,a dividerci,insomma a bonfocchiare o se preferisci litigare, non sulle cose che faremo SUBITO ma, sul dove,come,quando,perchè.
    Intanto il tempo passa le cose non cambiano e ci sono sempre più persone che a causa della nostra ignavia,soffrono e muoiono.
    Qualcosa ogni tanto si muove però il potere malefico inghiotte tutto e ritorna il silenzio. Cosa faccio io? Un obiettivo di recupero alla settimana e ti garantisco che non è facile ma quanta soddisfazione!

    Lusi

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