06 Nov

I seguaci del biodiesel sono già in fibrillazione: è stato scoperto il “micodiesel, che, segnala ZeusNews, potrebbe essere la soluzione all’esaurirsi dei carburanti fossili e alle difficoltà di produzione delle alternative attuali, come l’etanolo e l’idrogeno.

Grande attenzione si sta concentrando sul Gliocladium Roseum, un umile fungo scoperto da Gary Strobel, scienziato della Montana State University,” riportano i nostri amici di ZeusNews.

La particolarità di questo fungo, sarebbe quella di produrre un mix naturale di idrocarburi che somigliano molto al gasolio, grazie a degli enzimi responsabili della degradazione della cellulosa nei vapori “diesel”.

Abbiamo scoperto un fungo che trasforma la cellulosa in gasolio, ganzo. Ma bruciare direttamente la legna, no? Troppo semplice?

Mi viene in mente una battuta del compianto ‘Cuore’ attribuita all’ing. Debenedetti, in qualità di presidente della Olivetti: “Abbiamo realizzato un processore che trasforma i caratteri alfanumerici in numeri frazionari a virgola mobile. Quando avremo capito a che cazzo serve, lo lanceremo sul mercato.

L’umanità si avvita nella strenua ricerca di un sostituto del petrolio, ignorando che ciò che cerca è di fatto impossibile da trovare: una fonte di energia che costi poco e che sia praticamente infinita. L’unica cosa che ci riesce di trovare è la trasformazione di tipi diversi di energia, secondo meccanismi rigidamente fissati dagli antipatici principi della termodinamica.

Pochi cercano la soluzione nell’animo umano (intendiamoci, una soluzione difficile, che costerà morte e stridore di denti), e quei pochi vengono tacciati di millenarismo.

One Response to “Il fungo che produce petrolio”

  1. 1
    totò Says:

    accidenti vorresti dire che non c’è speranza?
    Ma allora sei millenarista anche tu, ecco chi era il tipo che ho visto vestito a sacco e rapato a zero che predicava: pentitevi la fine è vicina!
    E pensare che più ascolto le follie di economisti, politici e imprenditori grifagni che parlano ancora di crescita dei consumi, più mi convinco che una società umana priva di tanta energia da sprecare possa arrivare ad altri ben più appaganti orizzonti del vivere.
    Questa è la civiltà dell’infelicità organizzata, della scontentezza dilagante, basta guardarsi attorno.
    Quando succede di sentire passare persone che fischiettano o cantano spensieratamente?
    Nelle nostre strade sempre più simili a camere a gas volti senza sorrisi scorrono incorniciati dai cristalli delle automobili nel monotono rumore di motori e ruote sull’asfalto. Ma anche chi non va in macchina è altrettanto frettoloso e imbronciato.
    Sono convinto che la vera morte e stridore di denti li stiamo già pagando adesso come pedaggio per l’uso sconsiderato che stiamo facendo del mondo nel quale siamo nati.
    La speranza è proprio nella fine di questa dose di veleno che penetra nello spirito di tutti noi. Non sarà facile certo ma una buona dose di sollievo credo che potremo godercela, reimparare a stare assieme a godere delle cose veramente importanti come la nostra stessa vita.

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