Comunicato stampa de La Via Campesina sulla riunione mini-ministeriale e bilaterale della OMC (alias WTO): “I ciarlatani e le loro false medicine. Per risolvere la crisi alimentare, l’OMC preme per una maggiore liberalizzazione: più olio sul fuoco!” (Ginevra luglio 2008).
Quaranta ministri del commercio preselezionati, inviati a Ginevra, non hanno nessun tipo di mandato per decidere sul futuro di milioni di persone.
La Via Campesina esige l’abbandono delle negoziazioni dell’OMC! Le politiche della OMC hanno distrutto i mercati alimentari e agricoli. Hanno condotto a una privatizzazione dei servizi e delle risorse naturali e hanno generato una bolla speculativa sulla quale i governi nazionali non hanno nessun controllo.
A causa di questa speculazione sull’alimentazione, il numero delle persone che soffrono di malnutrizione è arrivato a quasi un miliardo di persone. L’attuale crisi alimentare mondiale è una conseguenza diretta della liberalizzazione dei mercati e delle politiche alimentari de agricole.
Non è una crisi produttiva, ma bensì una crisi politica. Mai si sono avuti tanti alimenti sul pianeta, ma le illegalità e ingiustizie nella distribuzione sono peggiorate a causa dell’aumento dei prezzi a favore della Corporazioni Transnazionali. La liberalizzazione del commercio è al centro del problema.
Utilizzare come medicina le stesse ricette che hanno fallito, causeranno solamente l’approfondimento della crisi alimentare e climatica. Sago Indra, uno dei líder de La Vía Campesina in Indonesia ha sottolineato: “Pretendere di risolvere l’attuale crisi alimentare tramite l’OMC è come chiamare il dottore sbagliato per chiedergli rimedi inadeguati”.
Durante questo tempo, le corporazioni transnazionali hanno rafforzato il loro controllo sui mercati alimentari, nei settori della produzione e della distribuzione. Utilizzano questa crisi come una opportunità per aumentare i propri benefici e aumentare i guadagni dei propri negozi.
I Consumatori, i piccoli contadini e i lavoratori rurali, sono i grandi perdenti delle attuali politiche. Gli alti prezzi al consumo e i prezzi bassi per i contadini e contadine sono causa di fame sia nelle zone rurali che in quelle urbane. Un accordo truccato non può nascondere il fallimento di un supposto round di sviluppo che in realtà è un round della crisi alimentare.
I piccoli contadini, i lavoratori agricoli e i produttori di alimenti, uomini e donne di tutto il mondo, non si lasciano ingannare. In appoggio alle numerose lotte contro l’OMC nel mondo, esigiamo l’abolizione di tutte le negoziazioni commerciali dentro all’OMC. L’alimentazione non è una merce! Per la difesa del diritto a produrre, ad alimentare e cibarsi! Fuori l’OMC dall’agricoltura!
