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	<title>Commenti a: Petrolio: era tutta speculazione!</title>
	<link>http://www.selese.org/petrolio-era-tutta-speculazione/</link>
	<description>Distretto di Economia Solidale della provincia di Verona</description>
	<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 22:41:53 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>Di: Vanessa</title>
		<link>http://www.selese.org/petrolio-era-tutta-speculazione/#comment-361</link>
		<author>Vanessa</author>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 16:47:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.selese.org/petrolio-era-tutta-speculazione/#comment-361</guid>
		<description>“&lt;em&gt;Il picco mondiale della produzione petrolifera comporta per gli Stati Uniti e per il mondo intero un problema senza precedenti. All’avvicinarsi del picco, il prezzo dei combustibili liquidi e la volatilità del loro prezzo salirà in modo impressionante e senza le opportune politiche energetiche, questo comporterà altissimi costi sociali, economici e politici. Delle politiche energetiche capaci di contrastare efficacemente gli effetti del picco esistono già adesso, sia a livello di domanda, che di offerta, ma, per avere un impatto sostanziale, queste politiche devono essere messe in pratica con almeno venti anni di anticipo rispetto al picco, con un livello di investimenti e coinvolgimento mondiale senza
precedenti.&lt;/em&gt;”
Robert L. Hirsch, rapporto al Dipartimento dell’Energia
degli Stati Uniti.

Come si è arrivati a questo punto? Non c’è UN colpevole, né gruppi etnici come gli occidentali, gli islamici, o i cinesi, neanche categorie di persone come gli ambientalisti.
Siamo tutti colpevoli, chi più e chi meno, per aver pensato di poter continuare a crescere all’infinito su un pianeta che di fatto ha dei limiti. Alle prime serie conseguenze economiche del picco sarà quasi istintivo cercare di trovare un capro espiatorio ma sarà fondamentale mantenere i nervi saldi, capire a fondo il problema e sforzarsi di trovare una soluzione. Non sarà semplice resistere al tam tam ossessionante dei media più o meno fedelmente schierati dalla parte del governante di turno. Qualsiasi dichiarazione di politici, industriali o opinion maker dovrà essere presa con le molle proprio perché sarà
totalmente indirizzata nel trovare colpevoli o nel proporre improbabili soluzioni magiche per continuare a far marciare l’andazzo consumista.

“PENSARE GLOBALMENTE E AGIRE LOCALMENTE “</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Il picco mondiale della produzione petrolifera comporta per gli Stati Uniti e per il mondo intero un problema senza precedenti. All’avvicinarsi del picco, il prezzo dei combustibili liquidi e la volatilità del loro prezzo salirà in modo impressionante e senza le opportune politiche energetiche, questo comporterà altissimi costi sociali, economici e politici. Delle politiche energetiche capaci di contrastare efficacemente gli effetti del picco esistono già adesso, sia a livello di domanda, che di offerta, ma, per avere un impatto sostanziale, queste politiche devono essere messe in pratica con almeno venti anni di anticipo rispetto al picco, con un livello di investimenti e coinvolgimento mondiale senza<br />
precedenti.</em>”<br />
Robert L. Hirsch, rapporto al Dipartimento dell’Energia<br />
degli Stati Uniti.</p>
<p>Come si è arrivati a questo punto? Non c’è UN colpevole, né gruppi etnici come gli occidentali, gli islamici, o i cinesi, neanche categorie di persone come gli ambientalisti.<br />
Siamo tutti colpevoli, chi più e chi meno, per aver pensato di poter continuare a crescere all’infinito su un pianeta che di fatto ha dei limiti. Alle prime serie conseguenze economiche del picco sarà quasi istintivo cercare di trovare un capro espiatorio ma sarà fondamentale mantenere i nervi saldi, capire a fondo il problema e sforzarsi di trovare una soluzione. Non sarà semplice resistere al tam tam ossessionante dei media più o meno fedelmente schierati dalla parte del governante di turno. Qualsiasi dichiarazione di politici, industriali o opinion maker dovrà essere presa con le molle proprio perché sarà<br />
totalmente indirizzata nel trovare colpevoli o nel proporre improbabili soluzioni magiche per continuare a far marciare l’andazzo consumista.</p>
<p>“PENSARE GLOBALMENTE E AGIRE LOCALMENTE “</p>
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	<item>
		<title>Di: totò</title>
		<link>http://www.selese.org/petrolio-era-tutta-speculazione/#comment-359</link>
		<author>totò</author>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 13:39:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.selese.org/petrolio-era-tutta-speculazione/#comment-359</guid>
		<description>caro anonimo veronese, non mi sono per ora raso i capelli e cosparso di cenere, nemmeno mi sono vestito con un sacco di canapa, però sarebbe divertente vedere le facce degli altri, un pensierino lo faccio! Sono d'accordo che sarebbe meglio per tutti avere il tempo per rimediare il più possibile a quanto sta accadendo, ma essere responsabilmente preoccupati per come le cose stanno andando da decenni non lo chiamo catastrofismo, hai letto Entropia di Jeremy Rifkin? è del 1980 e sono passati la bellezza di 28 anni con quasi un nulla di fatto rispetto alle proporzioni del problema.
Altri 5 anni (forse) per arrivare a 200 dollari il barile per te sono un buon vantaggio su quello che penso anche tu preveda possa essere un disastro. Temo che posizioni ottimistiche come la tua siano più pericolose di chi invece si preoccupa come noi, o no? Alleato di Scajola a me? Questa proprio mi rimane indigesta, che ho fatto di male per una simile offesa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro anonimo veronese, non mi sono per ora raso i capelli e cosparso di cenere, nemmeno mi sono vestito con un sacco di canapa, però sarebbe divertente vedere le facce degli altri, un pensierino lo faccio! Sono d&#8217;accordo che sarebbe meglio per tutti avere il tempo per rimediare il più possibile a quanto sta accadendo, ma essere responsabilmente preoccupati per come le cose stanno andando da decenni non lo chiamo catastrofismo, hai letto Entropia di Jeremy Rifkin? è del 1980 e sono passati la bellezza di 28 anni con quasi un nulla di fatto rispetto alle proporzioni del problema.<br />
Altri 5 anni (forse) per arrivare a 200 dollari il barile per te sono un buon vantaggio su quello che penso anche tu preveda possa essere un disastro. Temo che posizioni ottimistiche come la tua siano più pericolose di chi invece si preoccupa come noi, o no? Alleato di Scajola a me? Questa proprio mi rimane indigesta, che ho fatto di male per una simile offesa?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: anonimo veronese</title>
		<link>http://www.selese.org/petrolio-era-tutta-speculazione/#comment-357</link>
		<author>anonimo veronese</author>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 11:01:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.selese.org/petrolio-era-tutta-speculazione/#comment-357</guid>
		<description>Io l'accetto la scommessa e penso di vincerla.

Ci sono stime diverse che danno il prezzo reale del petrolio da un minimo di 80$ ai 100$ in assenza degli speculatori, ovvero quelli che non esercitano le opzioni che sono intorno al 90% dei contratti.

Dissentendo dai catastrofisti credo che anche a questi prezzi rimanga la spinta virtuosa nel cambiare le fonti di produzione di energia sia per convinzione sia per convenienza.

Questo clima millenarista, che trovo in alcuni del Selese, ci porta diritti a far digerire il nucleare agli sprovveduti.

Una crescita meno impetuosa del petrolio, i 200 dollari fra pochi anni magari 5, ci da il tempo di cambiare, di costruire modelli che siano meno energivori, che sprechino meno energia nel loro trasporto e di sviluppare forme di produzione dalle energie rinnovabili che siano il più ramificate possibile epiù vicine all'autoproduzione.

Riflettete catastrofisti, siete in questo caso alleati di Scajola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io l&#8217;accetto la scommessa e penso di vincerla.</p>
<p>Ci sono stime diverse che danno il prezzo reale del petrolio da un minimo di 80$ ai 100$ in assenza degli speculatori, ovvero quelli che non esercitano le opzioni che sono intorno al 90% dei contratti.</p>
<p>Dissentendo dai catastrofisti credo che anche a questi prezzi rimanga la spinta virtuosa nel cambiare le fonti di produzione di energia sia per convinzione sia per convenienza.</p>
<p>Questo clima millenarista, che trovo in alcuni del Selese, ci porta diritti a far digerire il nucleare agli sprovveduti.</p>
<p>Una crescita meno impetuosa del petrolio, i 200 dollari fra pochi anni magari 5, ci da il tempo di cambiare, di costruire modelli che siano meno energivori, che sprechino meno energia nel loro trasporto e di sviluppare forme di produzione dalle energie rinnovabili che siano il più ramificate possibile epiù vicine all&#8217;autoproduzione.</p>
<p>Riflettete catastrofisti, siete in questo caso alleati di Scajola.</p>
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	<item>
		<title>Di: Loris</title>
		<link>http://www.selese.org/petrolio-era-tutta-speculazione/#comment-356</link>
		<author>Loris</author>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 10:35:13 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.selese.org/petrolio-era-tutta-speculazione/#comment-356</guid>
		<description>Ricevo da un amico e inoltro :

"Sembra che i più grandi cervelli della carta stampata si siano messi d'accordo per propagandare la tesi speculativa come causa degli aumenti dei prezzi petroliferi, con l'aggiunta di velenose insinuazioni su chi prevede altri aumenti, come Goldman Sachs. Sentite cosa diceva Federico Rampini tempo fa su Repubblica: "Al Nymex ormai i contratti di futures sul petrolio movimentano un miliardo di barili al giorno, tutti virtuali; mentre la produzione del greggio vero è di soli 85 milioni di barili al giorno. La quantità di carta finanziaria che viene scambiata è immensamente superiore ai consumi mondiali di idrocarburi. " Per "fortuna"  su Radio 24 dopo una smenata continua sulla bolla speculativa è arrivato un economista che ha svelato l'arcano.  Il miliardo di barili (meno di due settimane di consumi mondiali) è relativo a tutti i contratti con scadenza da qui al 2016, mentre i contratti a scadenza luglio movimentano poco più di 100 milioni di barili. Altro che ondata speculativa. Ragazzi, qui c'è un chiaro tentativo di confondere le acque magari utilizzando degli utili idioti travestiti da opinion makers. Parola d'ordine: "sputtanare" ".

Scommettiamounacenabio?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ricevo da un amico e inoltro :</p>
<p>&#8220;Sembra che i più grandi cervelli della carta stampata si siano messi d&#8217;accordo per propagandare la tesi speculativa come causa degli aumenti dei prezzi petroliferi, con l&#8217;aggiunta di velenose insinuazioni su chi prevede altri aumenti, come Goldman Sachs. Sentite cosa diceva Federico Rampini tempo fa su Repubblica: &#8220;Al Nymex ormai i contratti di futures sul petrolio movimentano un miliardo di barili al giorno, tutti virtuali; mentre la produzione del greggio vero è di soli 85 milioni di barili al giorno. La quantità di carta finanziaria che viene scambiata è immensamente superiore ai consumi mondiali di idrocarburi. &#8221; Per &#8220;fortuna&#8221;  su Radio 24 dopo una smenata continua sulla bolla speculativa è arrivato un economista che ha svelato l&#8217;arcano.  Il miliardo di barili (meno di due settimane di consumi mondiali) è relativo a tutti i contratti con scadenza da qui al 2016, mentre i contratti a scadenza luglio movimentano poco più di 100 milioni di barili. Altro che ondata speculativa. Ragazzi, qui c&#8217;è un chiaro tentativo di confondere le acque magari utilizzando degli utili idioti travestiti da opinion makers. Parola d&#8217;ordine: &#8220;sputtanare&#8221; &#8220;.</p>
<p>Scommettiamounacenabio?</p>
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