PROGETTO ‘ECOVILLAGGI’
Linee di lavoro:
- sostenere la scelta di vita di persone che decidano di insediarsi in piccole isole (tra i 10 e i 100 abitanti) di habitat umani sostenibili, per sperimentare concrete alternative al sistema industriale dominante;
- mettere in relazione tutte queste esperienze per semplificare il lavoro di chi parte da zero;
- creare degli indici di qualità della vita che possano attestare la bontà o meno della scelta,e che misurino valori come impronta ecologica, costo della vita, bellezza e felicità;
- estrapolare da queste esperienze strumenti, metodiche, come a esempio le ‘proprietà collettive’ o i ‘diritti di uso civico’ da utilizzare anche nel sistema economico convenzionale;
- contattare comuni, enti locali, comunità montane per identificare luoghi da ripopolare in tal senso, offrendo progetti per la riqualificazione ambientale e sociale di aree abbandonate.
Responsabile: Riccardo Stevanoni
Membri: Vincenzo Benciolini, Michele Bottari, Stefania Marini, Riccardo Stevanoni, Italo Vozza

mi piacerebbe saperne di più a riguardo..grazie
Marzo 8th, 2008 at 18:32magari qando vi troverete la prossima volta a villa buri, vorrei partecipare. kika
Al di là del lavoro che state facendo, che ne pensate di mettere sul sito qualche articolo “divulgativo” specialmente sul primo punto del gruppo di lavoro?
Sulla creazione degli indici di qualità della vita ragionate in termini di piccole comunità o di sistema paese? Sul sistema paese stranamente in Europa il più avanti è Sarkozy.
Aprile 19th, 2008 at 11:32Segnalo il mio testo “Comuni, comunita’ ed ecovillaggi in italia, in Europa, nel mondo” per avere una idea generale del fenomeno ed una mappatura della realta’ comunitaria italiana ed internazionale. Trovo interessanti i diversi punti del progetto che spero proceda al meglio. Se posso essere di aiuto, contattatemi sul mio sito www.manuelolivares.it.
Maggio 6th, 2008 at 15:27Con mia moglie e le nostre 2 piccole bambine stiamo cercando di attuare uno stile di vita eco-equo-sostenibile;
Stiamo cercando di vendere per cambiare abitazione.
Ci rendiamo conto che il nostro aderire a G.A.S., acqua in caraffa, auto produzione di pane yogurt ecc., riuso e condivisione di beni, diventa insignificante quando acquistiamo il bene più costoso (la CASA), che sia in fase di costruzione che di utilizzo è progettata per uno stile di vita opposto.
Proprio con questo spirito, stiamo già sperimentando il nostro piccolissimo CoHousing con i genitori di mia moglie, ma vorremmo rendere più significativa la sfida trovando nuovi spazi e persone con cui condividere la ricerca, nel rispetto delle singole esigenze, di uno stile di vita in “DECRESCITA”
Grazie per qualunque contatto
e
Buon Lavoro a Tutti
Turello Paolo
Maggio 21st, 2008 at 00:02