13 Ott

Sabato 11 ottobre si è svolto a Brescia un convegno sull’annosa questione dei rifiuti, a cura del coordinamento comitati ambientalisti della Lombardia, in una città ferma al 38% di differenziazione a causa anche della presenza dell’inceneritore (dal 1998 +300% di rifiuti inceneriti, per lo più di tipo industriale). Erano presenti alcuni amministratori da varie parti d’Italia che hanno raccontato la loro esperienza in materia di rifiuti e Carla Poli, la quale dirige e gestisce a Vedelago, in provincia di Treviso, un centro di riciclo che produce materie prime secondarie dalla lavorazione della frazione secca (per maggiori informazioni: www.centroriciclo.com). Dopo aver affermato la necessità di una raccolta differenziata spinta (porta a porta e tariffa puntuale basata sulla “produzione di rifiuto”), ci si è concentrati su quella parte secca indifferenziata che rimane e che viene attualmente conferita in discarica o bruciata negli inceneritori con le note conseguenze sulla nostra salute e sull’ambiente: il 20% è costituito da pannolini, pannoloni e assorbenti. Poi ci sono imballaggi vari, scarpe vecchie, giocattoli rotti, apparecchiature elettriche non smaltite correttamente. Quindi: quale la soluzione per eliminare la frazione secca e mettere al bando inceneritori e discariche? Oltre ad un’ efficace azione politica è necessaria una responsabilità di chi produce i beni, ma soprattutto una responsabilità della comunità. Ecco perché i GAS, attraverso il consumo critico, possono dare una risposta concreta all’impellente necessità di ridurre la nostra impronta ecologica. Qualche piccolo esempio: il compostaggio domestico, l’uso di pannolini e assorbenti lavabili, dei detersivi alla spina, dell’acqua di rubinetto, l’acquisto diretto dal produttore e in generale la sobrietà nei consumi, punto di riferimento per chi intraprende l’esperienza del gruppo di acquisto solidale. Anche in questo caso l’economia solidale ha già delle risposte concrete ai problemi creati dal sistema della crescita illimitata. L’esperienza del GAS di Sommacampagna con il progetto sull’acqua di rubinetto ci ricorda che sarebbe molto importante dialogare con le proprie amministrazioni locali e fare “pressione” con delle proposte che vadano nella direzione della sostenibilità dei cicli produttivi e di consumo.

One Response to “Rifiuti zero: una questione di stili di vita”

  1. 1
    carloreggiani Says:

    Segnalo che il video integrale del convegno è disponibile su http://pervillafranca.wordpress.com/2008/10/13/zero-waste-rifiuti-zero/

    In particolare segnalo l’intervento di Alessio Ciacci, assessore del comune di Capannori, primo in Italia ad adottare una delibera “Rifiuti Zero”: http://pervillafranca.wordpress.com/2008/10/14/alessio-ciacci-rifiuti-zero-e-limportanza-dellutopia/

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