Commenti recenti

siamo ad un bivio

http://www.rapidescac.org/site/UserFiles/Image/fork%20in%20road.jpgIl grande malessere che vive l’umanità è impossibile evitarlo, lo percepiamo tutti anche chi non ne è nemmeno consapevole, personalmente è da tanti anni che convivo con questa realtà nel cuore e cerco una risposta ed un sollievo.
Per me è un dolore profondo, quotidiano, a volte mi coglie il desiderio di non essere più qui, di poter chiudere la porta dentro il mio essere e non sentire più la terribile sofferenza e confusione che l’umanità sta alimentando e vivendo.
Quello che percepiamo non è solo il presente, ma il fatto che ci stiamo avvicinando ad un passaggio senza precedenti per l’umanità e l’esito di questo passaggio potrà essere terribilmente distruttivo o l’inizio di una nuova era.
Un bivio fra un abbraccio amorevole o una violenta rissa all’ultimo sangue.
Purtroppo i poteri forti per loro stessa costituzione si adoperano e si adopereranno fin dove potranno per il mantenimento dello status quo e questo sta già causando un rallentamento del cambiamento che noi ci auspichiamo, perchè rallentare il cambiamento in questo momento ci mette nelle condizioni di viaggiatori su un’auto lanciata a folle velocità contro un muro, il cui autista non vuole frenare e dentro di noi sentiamo che questo sarà causa di ulteriore sofferenza.
Nei paesi poveri la fame e le ingiustizie stanno aumentando a causa di questo volere a tutti i costi non mollare potere e ricchezza, il malessere si sta allargando anche ai cosiddetti paesi ricchi, ma da noi il malessere per ora non è la minor disponibilità di soldi, è sopra tutto la crescente povertà interiore, l’incapacità dilagante di saper amare, la difficoltà sempre più diffusa di saper vivere relazioni profonde.
Ecco perché non credo e non spero in nessun grande politico, ma credo e spero solo in noi esseri umani “qualsiasi”; solo dal basso potremo fermare la distruttività che ci ha sempre caratterizzato noi umani, se avremo il coraggio di toglierci di dosso quel velo menzognero di insensibilità e sapremo assumerci ogni uno di noi la responsabilità di cambiare, se impareremo ad ascoltare noi stessi e gli altri dal profondo del cuore, se impareremo anche ad ascoltare la vita in ogni sua manifestazione, rispettando perché sacra l’esistenza di ogni animale, ogni albero, ogni filo d’erba, ogni sasso, ogni coccia d’acqua.
Iniziamo a cambiare noi stessi e se veramente cambiamo lo possiamo sapere subito, basta ascoltare dentro di noi quando ci relazioniamo con i nostri simili, è la prova migliore che ci è stata donata.
Mi si perdoni se se sono stato prolisso ma tutta la mia vita è assorbita da questo passaggio, e mi è profondamente caro condividere anche con gli altri quello che sto percependo.

un abbraccio

12 commenti per siamo ad un bivio

  • Michele Bottari

    OK, pensiamo a cambiare prima di tutto partendo da noi. Ma servirà a qualcosa?

    L’autista del nostro autobus, alle nostre sollecitazioni, si è girato e ha mostrato un ghigno satanico e gli occhi iniettati di sangue.

    E quel tale che sbraita e vuole sedersi al posto suo, non mi ispira nessuna fiducia: ha la casacca di colore diverso, ma lo stesso ghigno satanico e gli occhi parimenti iniettati di sangue.

    Credo anch’io che la nostra salvezza dipenda da noi, ma sono sicuro che l’autobus finirà violentemente contro il muro.

    Cosa possiamo fare? Incrociamo le dita, speriamo nella cintura di sicurezze e nell’air-bag, e prepariamoci a uscire dai rottami. La nuova era inizierà allora.

  • totò

    ottimista eh!?
    Non condivido ma però ti capisco e mi spiego.
    La storia dell’umanità non è un racconto che infonde grandi speranze.
    Recentemente, per esempio, fascismo e nazismo alla fine sono stati sconfitti, ma se ci mettiamo nei panni di quei milioni di esseri umani che sono morti in guerra o nei campi di sterminio, questa vittoria è stata pagata ad un prezzo mostruoso.
    Al giorno d’oggi secondo te vale lo stesso discorso per il nostro autobus, quando si schianterà, e questo non è in discussione, l’unica discussione è su quanto tempo rimane prima dello schianto, chi si salverà uscirà dai rottami e riprenderà a vivere iniziando la ricostruzione dell’umana società, fondata su nuovi principi e nuove speranze, ma chi c’è rimasto dentro ai rottami, purtroppo saranno probabilmente tanti, non ci saranno più e questa non è una gran bella cosa.
    Il discorso fila da fare schifo, ma secondo me c’è una speranza, l’autobus che sta andando sempre più veloce verso il muro non si muove di moto proprio ma siamo noi il carburante che lo fa andare così bene, il sistema economico militare si regge su di noi, sulla nostra passiva adesione, se siamo così svegli da cambiare il nostro stile di vita l’autobus rallenterà, così come sta rallentando in questo periodo.
    Non so se saremmo in grado di fermare l’autobus prima di arrivare addosso al muro ma di sicuro potremmo ridurre i danni.
    In questo modo potremo iniziare già da ora a costruire la nuova era, questo credo sia decrescita attiva, transizione “dolce”.

  • Segnali di decrescita in arrivo da Treviso: un antidoto per combattere il pessimismo e la rassegnazione!

    http://pervillafranca.wordpress.com/2009/02/09/si-accende-una-stella-a-treviso-un-passo-verso-rifiuti-zero/

  • Per Antonio. Poche righe nel mio stile, a mo’ di benefica sferzata.
    Tutta la “profondità” a cui vorresti agganciare la natura delle tue pulsioni emotive è, così almeno appare ai miei occhi, di un’ingenuità e superficialità da capogiro! E’ evidentemente condita da sentimentalismo ed esistenzialismo (due “ismi” francamente fuori tempo massimo) di chi non vuole assumersi responsabilità e pensa che il pianeta Terra debba essere salvato da esseri umani “qualsiasi”… Al punto in cui siamo, a fronte della tua mancanza di coraggio, della tua incapacità di toglierti di dosso “quel velo menzognero di insensibilità”, voglio proprio dirtelo come lo sento (assumendomi per intero la responsabilità etica e morale di tale affermazione): non sei credibile, Totò. E quel “dal basso” non fa centro nel mio petto: le tombolate al lume di candela, non rappresentano certo una efficace proposta “politica” per la Valpolicella (il territorio in cui operi con il “tuo” Gas), assediata com’è dalla monocultura assoluta delle vigne, da un cementificio-inceneritore in-assediato e da marmisti assatanati profanatori di luoghi e ambienti naturali davvero sacri… Cosa farai per quel lembo di terra, oltre ad aggregare in forma di clan esclusivo un centinaio di famiglie piccole e medio borghesi insoddisfatte dei loro stili di vita? Tra pochi mesi ci saranno le elezioni amministrative anche nel comune in cui risiedi: continuerai ad ignorare (questa è sì “insensibilità menzognera”!) i trasparenti e forse disperati tentativi di chi, lontano da logiche di potere anche minimali come sono troppo spesso le tue, s’arrischia a proporre una Lista Civica per la Decrescita? Allora, svegliati Antonio! E non lasciarti paralizzare dalla paura: “Siamo a bordo di un bolide senza pilota, senza marcia indietro e senza freni che sta andando a fracassarsi contro i limiti del pianeta” (Serge Latouche)! Ma tu continui a coltivare il tuo orticello interiore (ed esteriore) col prezzemolo del “cerco di ridurre il danno” e della “transizione dolce”. E mentre el berlusca incenerisce la Costituzione e i Diritti, tu piagnucoli sul “passaggio d’era” che stiamo vivendo… Scuotiti di dosso quell’uggia da sacrestia che, forse, qualche improvvida amicizia lillipuziana e parrocchiale ti ha riversato addosso. E se è vero che vuoi cambiare, cambia! Adesso.
    Nicola Dentamaro

  • Quesito per Michele Bottari: E’ vero, come mi dicono, che il mio commento è stato “censurato”; ossia che posso visualizzarlo esclusivamente io mentre non è accessibile ad altri?
    Arrendo una, mi pare, doverosa risposta. Grazie!
    Nicola

  • Michele Bottari

    A Nicò, se cominciamo a darci dei superficiali a vicenda, dove andremo a finire?

    L’approccio dolce di Antonio mi pare sia del tutto degno di attenzione, oltre che, per quanto MI riguarda, completamente condivisibile.

    Non si tratta di sentimentalismo ed esistenzialismo, né di mancanza di coraggio, o peggio ancora di insensibilità, ma di semplice constatazione che, storicamente, la politica rappresentativa e la violenza hanno fallito. Il Berlusca si prepara a imperare, e noi cosa gli contrapponiamo? Veltroni? O un partito dello zero due per cento? Bah!

    I GAS non risolveranno certo i problemi della monocultura, o l’arroganza del cementificio-inceneritore, ma possono cambiare la cultura delle persone, nell’unico modo possibile, quello dolce.

    Tu e il presidente sostenete che non abbiamo tempo, Totò sostiene che ne abbiamo ancora un po’, io invece sostengo che siamo da tempo sconfitti, ormai è una battaglia persa. Ma come dice il nostro Vincenzo, vale la pena combatterla fino in fondo.

  • Michele Bottari

    Censura? Il tuo commento era online, e non sono stato io a farlo passare. Vedi tu…

  • Dolce o amara, almeno risposta ci fu.
    E, comunque: Chi pensa a Veltroni o al partito dello zero due per cento? Chi pensa alla violenza? Ma alla possibilità anche minima di incidere sulle scelte politiche che riguardano il lembo di terra in cui vivo, a quella almeno sì: lasciami nell’immediato almeno questa chance! Dammi la possibilità di annusare con discernimento e attenzione l’aria che respiro, di assaporare il gusto dell’acqua che mi passano attraverso le condutture comunali, sennò, davvvero tutto è perduto.
    E se ho voglia, per finire o quasi, di dissentire sull’operato del potente (forse?) più odioso della storia d’Italia, lasciamelo fare, sia pur con l’amarezza che mi è propria: di umano sfogo si tratta non del desiderio inesprimibile di sostituirmi a lui.
    Certo, lo so anch’io che lo struzzo pare dolce e amabile quando immobile affonda la testa sotto la sabbia… E’ questa la “linea”? La “teoria” e la “prassi” di chi pensa che “non tutto è perduto”? Non so. Resto dubbioso a rimirare dalla mia finestra un paesaggio che volentieri trasmuterei, con un atto di deliberata magia, rendendo il suo profilo più dolce gustoso e saporito con qualche piantagione di zucche, ravanelli, insalate, cavoli ed altro ancora, circondate da più ciliegi e mandorli (che un tempo c’erano da ’ste bande), da lecci e che so? persino da mimose…
    Cordialmente
    Nicola

  • totò

    ci mancava anche uno che mi giudica e che evidentemente conosce la verità e quello che è giusto fare.
    Interventi di questo tenore non generano di certo un clima di fiducia e disponibilità di collaborazione che è la premessa indispensabile per un agire politico che guardi in avanti.
    Mi dispiace Nicola ma la tua mancanza di rispetto delle persone che tu stesso definisci “qualsiasi” per me rappresenta proprio quel modo di fare politica che ora e in passato tanto male hanno fatto alla democrazia.
    Di certo non è mia intenzione trovarmi assieme a persone come te con questo senso di superiorità e disprezzo degli altri che manifesti.
    Se desideravi dare un contributo al lavoro e dibattito che stiamo portando avanti su questo sito lo potevi fare ma in questo modo più che un contributo è un pessimo sfogo di acidità.

  • Dolce o amara, almeno risposta ci fu.
    E, comunque: Chi pensa a Veltroni o al partito dello zero due per cento? Chi pensa alla violenza? Ma alla possibilità anche minima di incidere sulle scelte politiche che riguardano il lembo di terra in cui vivo, a quella almeno sì: lasciami nell’immediato almeno questa chance! Dammi la possibilità di annusare con discernimento e attenzione l’aria che respiro, di assaporare il gusto dell’acqua che mi passano attraverso le condutture comunali, sennò, davvvero tutto è perduto.
    E se ho voglia, per finire o quasi, di dissentire sull’operato del potente (forse?) più odioso della storia d’Italia, lasciamelo fare, sia pur con l’amarezza che mi è propria: di umano sfogo si tratta non del desiderio inesprimibile di sostituirmi a lui.
    Certo, lo so anch’io che lo struzzo pare dolce e amabile quando immobile affonda la testa sotto la sabbia… E’ questa la “linea”? La “teoria” e la “prassi” di chi pensa che “non tutto è perduto”? Non so. Resto dubbioso a rimirare dalla mia finestra un paesaggio che volentieri trasmuterei, con un atto di deliberata magia, rendendo il suo profilo più dolce gustoso e saporito con qualche piantagione di zucche, ravanelli, insalate, cavoli ed altro ancora, circondate da più ciliegi e mandorli (che un tempo c’erano da ’ste bande), da lecci e che so? persino da mimose…
    Cordialmente
    Nicola

  • Siccome c’è stato uno “scarto” di tempo, mi corre l’obbligo di segnalare che la mia comunicazione precedente non è passata pur essendo stata inviata il 17 febbraio… Se mi è concesso, però, una brevissima replica ad Antonio Nicolini in seguito a quanto ho testè letto voglio proporla in tre punti: 1) il “qualsiasi” l’hai usato tu, ricordi? e più precisamente scrivevi “esseri umani ‘qualsiasi’”; 2)”lezioni di democrazia” non ne prendo da chi si è arroccato su posizioni di micro potere e non le molla neppure un attimo (so di cosa parlo); il tuo rifiuto di me come persona la dice lunga sui modelli relazionali ai quali ti riferisci che certo non sono i miei, chiari, diretti e trasparenti seppur rischiosi, mentre i tuoi a me paiono sempre sfuggenti e omissivi… Sarò (forse)più vecchio di te, dolce totò, ma a me mancano tanto le creative ed aspre polemiche pasoliniane o ad esempio la veemenza poetica di un Artaud: l’arte non ha mai ucciso nessuno e anzi quando propone la sua potenza sensorialmente dilatatoria e comunicativamente estrema fa tanto bene al cuore e alla mente delle persone!
    Ora, attendo invece e gentilmente, una risposta sulle considerazioni da me fatte a ridosso della risposta del franco (coraggiosa e sana qualità umana che personalmente apprezzo) Michele Bottari: il “punto” dell’impegno nel locale è centrale nella battaglia culturale e politica in atto a Verona, in Italia e nel mondo. In questo, ripeto, ho una fede laica. E questo è, in realtà, il mio modesto contributo alla discussione su questo sito.
    Cordialmente

  • Non ne so niente (o, per meglio dire, ne so davvero poco); l’impressione è però che non siete affatto diversi dai politicanti di sempre. Da quelli che, tra censure, ricatti e silenzi ci va sempre di mezzo… la coscienza!
    Per questo non posso che augurarvi – con la saggezza, la cultura e l’estremismo a me cari – che la cenere degli Avi vi seppellisca e il futuro vi dimentichi!

Lascia un commento

 

 

 

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>