13 Ago

(Avvertenza: per approfondimenti e chiarimenti sul picco del petrolio, scarica l’opuscolo del Sélese)

Il picco si fa strada nei media ufficiali. Riporta MF ANALISI sul sito della borsa italiana: “il petrolio c’è, ma è sempre più difficile estrarlo“.

L’organo informativo finanziario avverte che non crede alle teorie del picco del petrolio, ma poi le conferma tutte, a una a una, dimostrando di non aver approfondito l’argomento.

Marzio Galeotti, l’autore dell’articolo, inizia con il piede giusto:  “È bene ricordare che il petrolio e’ una risorsa finita: le sue riserve in un futuro più o meno lontano si esauriranno. Ciò implica che in presenza di una domanda positiva il prezzo inevitabilmente crescerà.”

Poi passa ad analizzare la domanda (in crescita dagli attuali 87 milioni di barili al giorno a1 116 del 2020), e l’offerta, in verità piuttosto incerta, concludendo che “a oggi non vi sono segni di un esaurimento delle riserve, almeno a livello mondiale“.

Tuttavia, se guardiamo l’evoluzione temporale della produzione, “notiamo che questa è stata praticamente stazionaria dal 2005 fino agli inizi di quest’anno“. Proprio quello che sostengono i teorici del picco.

Ancora, il buon Galeotti guarda con preoccupazione a “una flessione non immediatamente spiegabile nella produzione dell’Arabia Saudita, lo ’swing producer’ di greggio“. Che abbiano sparato alto sulle riserve e sulla loro capacità estrattiva?

Ma non è finita: “Un aspetto rilevante dal lato dell’offerta è che gran parte dell’eccesso di capacità produttiva dell’Arabia Saudita riguarda la varietà ‘heavy sour’, particolarmente costoso da raffinare”.

Galeotti lamenta poi la scarsità degli investimenti in campo estrattivo, ma ammette anche “la complessità dell’esplorazione, spesso in aree difficili,“arrivando a concludere che “i problemi dell’offerta sembrano quindi non risolvibili in tempi brevi, mentre i consumi continuano a crescere”.

Il rapporto, dunque, sostiene ciò che gli amici dell’ASPO vanno dicendo da anni: siamo vicini al picco del petrolio.

Meno fumosi sono i nostri amici del sito the oil drum,  che con la figura qui sopra mostrano la curva del prezzo del petrolio, chiedendoci:  gli attuali ribassi hanno un qualche significato statistico?

Ultima notazione, dal mitico blog petrolio, le parole di Barack Obama: “Interrompere la nostra dipendenza dal petrolio è una delle più grandi sfide che la nostra generazione si troverà ad affrontare. Non ci vorrà nulla di meno che una completa trasformazione della nostra economia.” Se lo dice lui…

2 Responses to “Ultime sull’oro nero”

  1. 1
    totò Says:

    …che sia arrivato a dirlo Barack Obama la dice lunga.
    Il problema secondo me, ma credo sia condiviso da molti se non tutti del Sélese, è che se speriamo nelle soluzioni che verranno trovate dalle grandi istituzioni, ci troveremo ancora in mano ai soliti potentati economici che hanno ben dimostrato fino ad ora di agire non per il bene comune ma innanzitutto per il loro esclusivo profitto.
    Per cui non ci resta che agire noi da protagonisti, avanti DES!

  2. 2
    Loris Says:

    Finchè non ci decideremo ad ammettere che le risorse energetiche residue sono limitate e la produzione è già SOSTANZIALMENTE INSUFFICIENTE PER TUTTI… e che è vitale un impegno assoluto e totale di tutti, per una transizione energetica di dimensioni epocali, possiamo stare tranquilli che conflitti sempre più grandi e rischiosi sorgeranno qua e la nel mondo, ogni volta che uno dei contendenti vede l’opportunità di mettere le mani  su una materia prima direttamente o indirettamente, controllando tutti coloro che non hanno fonti di approvvigionmento alternative.

    Per dirla (al solito) con Flaiano:

    Comincia il medioevo degli specialisti.
    OGGI ANCHE IL CRETINO E’ SPECIALIZZATO.
    (Barbero)

    Loris

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