Uno spettacolo teatrale a Verona sugli stili di vita

Arriva anche a Verona lo spettacolo della Compagnia Teatrale ITINERARIA dal titolo: “Q.B. Quanto Basta – Stili di vita per un futuro equo”. Un appuntamento da non perdere!!! Date un’occhiata alla scaletta dello spettacolo e capirete subito perchè…

Vi aspettiamo e fate…. passaparola!! (PS la sala è grande e vorremmo riempirla tutta!!!!! Anche con il vostro aiuto….)

Spettacolo teatrale

 “Q.B. Quanto Basta – Stili di vita per un futuro equo”

una produzione della Compagnia Teatrale ITINERARIA

 

 Giovedì 26 Febbraio 2009 ore 21

 presso l’Aula T.2 – Polo Zanotto

 Viale dell’Università

 Verona

 

organizzato da

 ”I GASISTI”

 Gruppo Studentesco Universitario

 

 INGRESSO GRATUITO

 Ritiro coupons gratuiti presso:

 * la portineria del Polo Zanotto

 * le sedi della Cooperativa “La Buona Terra” (orari negozio) in

- Via Carlo Alberto, 5 – Verona
- Via Custoza, 32/B – Villafranca di Verona
- Via Pozzo dell’Amore, 9 – Affi

 

Q.B. QUANTO BASTA stili di vita per un futuro equo

E’ difficile credere che l’umanità possa avere un futuro, se continuiamo con l’attuale ritmo di vita, di consumi, di saccheggio delle risorse, di inquinamento, di violenza sulle specie viventi, di distruzione delle foreste e del territorio, di degrado dell biosfera …

È necessaria e urgente un’inversione di rotta, se vogliamo che le prossime generazioni abbiano un futuro: avere la speranza di un futuro è condizione indispensabile di vita. La sobrietà nei nostri stili di vita è la soglia di accesso a un avvenire di equità tra gli uomini e tra i popoli e di salvaguardia del creato. Scegliere uno stile di vita sobrio migliora la qualità della nostra vita individuale e collettiva, ci apre a una nuova relazione con gli altri, ci permette di godere la bellezza della vita nella dimensione della condivisione e della convivialità.

Uno spettacolo teatrale per passare dalla presa di coscienza a nuovi comportamenti, per aiutarci a deporre nelle pieghe dell’agire quotidiano i semi di un futuro diverso.

Realizzato con il Patrocinio del “Centro Nuovo Modello di Sviluppo” di Vecchiano.

Una produzione della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi

Da un progetto di Fabrizio De Giovanni e Maria Chiara di Marco

SCALETTA dello spettacolo:

· Filmato di apertura

· introduzione: la crisi dell’ecosistema

· monologo sull’Impronta ecologica e l’impatto ambientale

· monologo sull’Effetto serra: CO2

· filmato: Intervista a Antonio Corbari, coltivatore biologico

· monologo sulle Origini storiche della disparità di reddito

· Animazione: “Se il mondo fosse un palazzo di cinque piani…”

· monologo sul Consumismo: un modello irreplicabile

· monologo sulla Sobrietà

· monologo sugli Stili di vita: l’Alimentazione

· monologo sul Consumo di carne

· filmato: Gli allevamenti industriali (M. Correggia)

· monologo sul Consumo di prodotti locali e di stagione

· monologo su “Il tecnocibo” (Paolo Conti)

· monologo sui G.A.S. e la filiera corta

· monologo su “I ristoranti a km zero” (Pietro Raitano)

· monologo sugli Additivi alimentari

· monologo sul Business delle acque minerali: Acqua San Rubinetto

· monologo sui Rifiuti e gli Imballaggi

· monologo sugli Stili di vita: i Trasporti

· monologo sui Biocarburanti

· monologo sulle Alternative all’automobile privata

· filmato: Il Car Sharing

· monologo sulle Automobili a basso impatto ambientale

· monologo su “La lobby dei petrolieri” (Jacopo Fo)

· monologo sull’Elogio della bicicletta (Ivan Illich)

· monologo sull’Elogio della lentezza

· monologo sul Consumo critico: rallentare, ridurre, riutilizzare, riparare, riciclare

· filmato: Parola d’ordine: “Riciclare tutto!”

· monologo sul Progetto “CAMBIERESTI?” di Venezia

· monologo sull’ Etica delle Multinazionali

· monologo sul Commercio equo e solidale

· filmato: Francesco Gesualdi

· Conclusioni: più lenti, più profondi, più dolci

Durata totale: 90 minuti circa

Fabrizio De Giovanni (Milano, 1967)

Nel 1991 prende parte con la Compagnia teatrale di Dario Fo e Franca Rame a Parliamo di donne e nel 1998 a Marino libero! Marino è innocente!, spettacolo per la riapertura del “Caso Sofri”.

E’ tra i fondatori della Compagnia teatrale ITINERARIA diretta da Roberto Carusi con la quale ha preso parte, dal 1994, a tutti gli spettacoli prodotti. Dal 2000 presta la voce alle marionette della storica Compagnia Carlo Colla e figli di Milano.

Nel 2005 ha preso parte alle registrazioni della trasmissione di Raidue “Il teatro in Italia” con Dario Fo e Giorgio Albertazzi. Da allora ha preso parte a tutte le nuove produzioni di Dario Fo.

Dal 1992 opera anche nell’ambito della promozione della lettura con incontri rivolti sia ai bambini che agli adulti, in collaborazione con biblioteche e scuole. Dal 1995 collabora alla produzione di audio libri e audiovisivi scolastici per gli Editori: Fabbri, Giunti, Sedes, Loescher, Lang, Petrini, RCS, Cideb e Salani (Roal Dahl).

E’ l’interprete di “H2Oro – l’acqua un diritto dell’umanità” e di “Q.B. Quanto Basta – stili di vita per un futuro equo”.

Associazione Culturale e Teatrale Itineraria – Cologno Monzese (Mi) via Goldoni, 18

tel. 02.25396361 – 335.8393331- 335.8713663 – quantobasta@itineraria.it – www.itineraria.it

INTERVISTA A ERCOLE ONGARO (co-autore del testo)

Perché hai scritto questo testo?

Mi è sembrato necessario continuare il discorso intrapreso con lo spettacolo “H2Oro”, che tanto consenso ha incontrato in Italia e ha fatto da supporto alla mobilitazione del movimento per mantenere l’acqua pubblica. Dalla riflessione sul che cosa beviamo, sul quanto e come consumiamo un bene prezioso e essenziale come l’acqua è opportuno passare a riflettere complessivamente sui nostri stili di vita, sul western way of life, perché è ormai evidente che il nostro modello consumistico è irreplicabile, inadottabile da tutti gli abitanti del pianeta, ossia da quell’80% di persone che ha consumi da sopravvivenza. E’ una questione cruciale di cui tutti devono prendere coscienza e far seguire comportamenti coerenti.

Come hai costruito il testo?

Ho studiato molti saggi e documenti che trattano il problema dell’ipersviluppo del Nord, del sottosviluppo del Sud, del ruolo delle multinazionali, delle possibili alternative all’insegna di un mondo più equo per tutti. Da queste fonti ho poi ricavato un filo narrativo che ha cercato di focalizzare non solo la situazione attuale caratterizzata da un’impronta ecologica insostenibile e da una crescente sperequazione tra società ricche e società povere, ma anche ha cercato di delineare quei nuovi comportamenti che prefigurano un futuro non da incubo. Come già in “H2Oro”, il confronto con Fabrizio De Giovanni ha poi arricchito la mia ricerca e dato un ritmo al testo in vista della sua realizzazione scenica. Testo che comunque non è statico, ma dinamico, perché man mano che viene rappresentato recepisce e si arricchisce di notizie dell’attualità, di eventi che richiamano le tematiche del testo.

Come sono sintetizzabili questi nuovi comportamenti?

In uno stile di vita sobrio, configurabile in cinque comportamenti: rallentare, ridurre, riutilizzare, riparare, riciclare. Questi comportamenti vanno declinati quotidianamente nelle scelte dell’alimentazione, dei trasporti, degli acquisti, dei consumi, dei rifiuti… Marinella Correggia ha scritto un libro sulla “rivoluzione dei dettagli”, cioè del quotidiano, perché è nelle pieghe della vita quotidiana che vanno deposti i semi di un futuro diverso.

Voi invitate alla sobrietà felice. Non è un ossimoro?

Sono convinto di no. Scegliere uno stile di vita sobrio migliora la qualità della nostra vita individuale e collettiva, ci apre a una nuova relazione con gli altri, ci permette di assaporare e godere la bellezza della vita. Rompe la nostra dipendenza dalla corsa ai consumi, ci libera dal giogo delle mode. Ci fa scoprire un privilegio diverso da quello della ricchezza e dei consumi: il privilegio di preferire nella vita cose che non si possono comperare o vendere, il privilegio di usare con saggezza l’eredità comune a tutti, il privilegio di una vita meno riempita di merci, più ricca di gratuità, di servizi reciproci, di condivisioni, di relazioni fraterne, di convivialità. Del resto la persona umana è assetata di felicità: possiamo cambiare i nostri comportamenti ormai abitudinari soltanto se intuiamo e ci convinciamo che questo ci fa essere felici.

Si può sperare che qualcosa cambi?

E’ stato possibile invertire l’indirizzo della privatizzazione dell’acqua, quindi dobbiamo osare cambiamenti più vasti, tanto più che il cambiamento lo facciamo cominciare da noi. Sono state possibili rivoluzioni politiche senza armi, senza violenza, perché non dovrebbe essere possibile questa rivoluzione dal basso, che manda segnali precisi ai gruppi di potere economico e politico? Del resto gli esperti ci dicono che non abbiamo alternative: o cambiamo o andremo a un peggioramento irreversibile.

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